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Disturbi psicosomatici

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Disturbi psicosomatici Roma

Disturbi psicosomatici

Due sono le accezioni della parola "psicosomatica".

In senso ristretto, con questo termine si intende quella branca della medicina che si occupa di disturbi organici che, non rivelando alla base una lesione anatomica o un difetto funzionale, sono riconducibili ad un'origine psicologica.

In un'accezione più ampia, invece, la psicosomatica rimanda ad una visione olistica che considera l'uomo un'unità in cui la malattia si manifesta a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio.

La medicina psicosomatica è quindi sinonimo, in questa seconda e più esatta accezione, di medicina totale, di "comprehensive medicine", come è in uso nella letteratura americana.

La Psicosomatica è, in sostanza, l'arte e la scienza di curare l'essere umano come totalità.

Il suo scopo è favorire lo sviluppo di una nuova e differente consapevolezza della vita e della malattia. Il sintomo diventa così uno strumento di crescita, la malattia un'esperienza necessaria all'evoluzione, il disturbo fisico un simbolo che apre la strada a nuovi significati esistenziali, riavvicinando l'essere umano a sé stesso e riportandolo sul proprio cammino evolutivo.

Una forma depressiva diventa allora una crisi che vuole farci rinascere, l'ansia la vita che cerca spazio per emergere, l'attacco di panico l'energia vitale che prorompe, la psoriasi la corazza delle emozioni bloccate, l'asma la paura di perdere gli affetti, l'aritmia cardiaca segnala il bisogno di vivere ad un ritmo diverso e la colite la necessità di liberarsi dai pensieri sporchi.

La malattia si configura quindi come  manifestazione simbolica di un disagio del nostro sé: i simboli, le metafore e le analogie sono le chiavi di lettura per comprendere l'origine del disagio stesso, anche nelle più complesse situazioni patologiche.

Salute ed evoluzione, infatti, sono due aspetti della stessa realtà: la stessa fonte vitale che genera la malattia quando viene negata, può espandersi con gioia nella vita e nella coscienza quando viene accolta  e riconosciuta.

In questa prospettiva, il sintomo di cui il paziente soffre non è mai davvero il suo problema, ma il segnale di quel problema.  La malattia costituisce perciò una risorsa da utilizzare, una preziosa alleata della nostra naturale tendenza ad evolvere.

Occorre pertanto superare la lettura riduzionista che vede il sintomo solo come un ostacolo da abbattere sulla via della guarigione ma riconoscere che la malattia è un fatto essenziale e ineliminabile della nostra vita: essa rappresenta un momento flessibile in cui la salute può ridisegnarsi verso un nuovo equilibrio.