Psicologa Psicoterapeuta a Roma

Depressione

Psicologa Psicoterapeuta Roma

  • Home
  • Ambiti di intervento
  • Depressione
Depressione  Roma

Depressione

La depressione consiste in una flessione marcata del tono dell'umore per la maggior parte della giornata, per un periodo che può andare da un minimo di due settimane a molti mesi, talvolta anni. Nella crisi possono presentarsi alcuni, o tutti, fra i seguenti sintomi: forte calo di interesse o piacere per molte o tutte le attività consuete; perdita o aumento dell'appetito e del peso; disturbi del sonno; agitazione o rallentamento psicomotorio; facilità a stancarsi; sensi di colpa inappropriati; ridotta capacità di attenzione; a volte pensieri ricorrenti di morte.

Può essere di tipo monopolare, in cui l'umore è persistentemente basso, oppure bipolare, in cui l'umore alterna fasi di euforia smodata (detta "mania") a fasi di depressione vera e propria.

Le cause della depressione sono in genere di diverso tipo: esistenziale, affettivo-relazionale, biologico. Ognuno di noi può vivere una crisi depressiva nell'arco della vita, ma alcuni sono più predisposti di altri, sia per fattori genetici che relativi alla storia personale.

Di norma, ogni situazione che produce un senso di perdita (in ogni ambito) può innescare la crisi, se giunge in un momento di fragilità emotiva: ad esempio un lutto, il periodo dopo il parto, il pensionamento, la menopausa, il matrimonio di un figlio, una separazione, la perdita del lavoro, una malattia.

La crisi depressiva è al contempo sofferenza e – su un piano organico – alterazione chimica dei neurotrasmettitori. A livello esistenziale, però, è anche una risorsa del cervello che indica quando è il momento di cambiare, anche se noi non lo riconosciamo o cerchiamo di resistere.

Nella crisi depressiva siamo chiamati ad affrontare e vincere i nostri fantasmi interiori attingendo a capacità personali sconosciute, in modo da diventare persone nuove, più padrone di noi stesse e della nostra esistenza.

Rimedi. Quando è possibile, è meglio evitare di ricorrere agli psicofarmaci come unica soluzione. È importante, invece, non cercare di reagire a tutti i costi per dimostrare che si sta bene o per senso del dovere: meglio accettare per qualche giorno di fare ciò che la depressione sta chiedendo: chiudersi nel proprio bozzolo protettivo, fermarsi, stare in silenzio, non svolgere tutte le consuete attività, non fare vita sociale; vivere per qualche tempo in piena passività, accettando completamente e senza paura questa situazione che è stata fortemente suggerita dal proprio cervello. Se si riesce a farlo senza opporsi, dopo qualche giorno, al massimo una decina, una nuova energia si risveglierà: la prima volta che si sente la voglia di fare qualcosa – anche minima – sarà l'inizio della guarigione. Nei giorni di chiusura bisogna resistere al senso di colpa e alle insistenze di chi, volendoci bene, ci vorrebbe vedere reagire.

Rispettando questo atteggiamento compariranno pensieri totalmente nuovi su noi stessi e sul futuro.